A oriente di oriente non c’è altro che il tutto

A oriente di oriente non c’è altro che il tutto

Dalle “Mille e una notte”, celebre raccolta di racconti orientali, ad oggi sono passati più di mille giorni. Questa raccolta di racconti era di origine egiziana, mesopotamica, indiana e persiana, proponendo già allora un multiuniverso, prodromo dell’odierno concetto di multietnia. Ma il fascino che l’oriente emana verso l’occidente non è mai svanito. Le prime grandi civiltà sono state quelle egiziane, sumeriche, assiro-babilonesi, indiane e cinesi. La scoperta del numero zero, l’invenzione della scrittura dei numeri e l’ostica algebra. Nell’800 tutti gli impressionisti collezionavano le stampe giapponesi. Nel tardo ‘800 Ravel, Debussy e Satie decantavano con la loro musica quel mondo così diverso. Verdi scrisse l’Aida, Puccini la Turandot.

Poi sono arrivati i Beatles e tutti gli anni settanta con i santoni indiani. La grafica del Liberty si appropriò delle sensuali curve nei font. Pur rimanendo sempre artisti, dopotutto o prima di tutto, siamo però anche distruttori, soprattutto delle sue derivazioni degenerate nel calderone new age, quel minestrone indefinito confezionato in un packaging di cliché e pregiudizi. Ma dopo aver creato macerie, noi stessi ci mettiamo a ricostruire. Non dimentichi delle famose polveri dei colori indiani, delle sinuose calligrafie artistiche cinesi, arabe epersiane, delle fascinose storie di viaggio sulla via della seta e sull’Orient Express, dei preziosi tessuti damascati, dei magici tappeti volanti, dei fantasmagorici mercati e dei bazaar delle spezie che arricchivano le tasche dei mercanti veneziani.

Questo fascino dall’essenza sognante, dalla fragranza mistica e dal tatto delicato continua ai giorni nostri. Luogo comune? Reale interpretazione di un mondo? Quello che interessa noi è solo carpirne e riproporne il fascino.


A oriente di oriente – Mostra di arti visive
Tecnopolo, 42124 Reggio nell’Emilia RE, Italia

Seconda edizione de L’ArtiFestival che segue il successo del primo anno.
Sabato 25 e domenica 26 presso il Tecnopolo (Reggio Emilia) dalle 10:00 alle 19:00.

Il tema di questo anno è “A Oriente di Oriente”. Da Mille e una notte ad oggi sono passati più di mille giorni e l’attrazione che l’oriente emana verso l’occidente non è mai svanita.

ENTRATA GRATUITA
Seminari e laboratori gratuiti: ISCRIZIONE OBBLIGATORIA e Programma su: www.lartifestival.org

Esposizione di opere, ospiti internazionali, proiezioni. Pittura, scultura, arti digitali, fotografia e videoarte. 

Video L’artifestival 2021

Video L’artifestival 2021

Seconda edizione dell’evento che ha riscontrato nel 2020 una grande attenzione e riconoscibilità.Il tema di questo anno è “A Oriente di Oriente”.
Esposizione di opere, conferenze con ospiti internazionali, laboratori e incontri con artisti.
Un momento di fruizione ma anche per fotografare lo stato “dell’arte dell’arte”.
Esposizione di artisti, tra pittori, scultori, fotografi, digitalisti e videomaker.
L’EVENTO E’ GRATUITO E LA PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA dal sito: www.lartifestival.org

Paolo e Francesca

Paolo e Francesca

Maria Grazia non ha scattato una foto, ha scritto una pièce teatrale. Ha visualizzato scenograficamente quello che Dante tentava di definire con la sua parata di maschere e scenografie, cioè che la vita è teatro in quanto tutti noi, tutte le nostre azioni, tutti i luoghi che incontriamo, tutte le esperienze che viviamo sono maschere, rappresentazioni di qualcos’altro. Maria Grazia ci ha visto giusto: Paolo e Francesca sono innamorati come come lo è un velo dell’aria. Il loro amore (quello dei due e quello dei veli) è imprevedibile e alla mercé di qualcosa di non controllabile. Maria è riuscita a fare un ritratto fotografico che è iper-fantasista eppure così incredibilmente fedele alla realtà di quell’amore perso e immortale, indistruttubile. Proprio come due sottili e leggeri fazzoletti nel vento.

Le venature del cuore. Il drammatico realismo della passione fotografato da Maria Grazia Candiani, il cuore di Paolo e Francesca (per La Divina con i Media – maggio Cavriago) colpisce senza pietà. E’ un cuore che si gonfia e sta lì per scoppiare. Attorno a questo cuore avviene una tempesta. Non c’è amore senza sesso, libera espressione di desiderio, e il rosso telo volante sprizza libidine nell’aria. Non c’è il minimo pudore in questa foto, le nostre segrete voglie sono spiattellate davanti a tutti, sfacciatamente.
Dante ci ha raccontato quanto fosse colpito dalla loro passione, Candiani ci riporta in foto anche il turbamento espresso dal sommo poeta. L’amore porta turbamento a chi lo vive, ma anche a chi lo guarda. E noi, di fronte a questa foto, viviamo turbamento.

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