Uno sguardo alle opere L’Artifestival

Uno sguardo alle opere L’Artifestival

Mancano solo due settimane (sabato 22 e domenica 23 ottobre  – TECNOPOLO – Reggio Emilia) all’evento artistico dell’anno dedicato per questa edizione al caos. Diamo una prima occhiata alle opere che saranno esposto: www.lartifestival.org

Uniforme conforme – Deda Artusi

Il caos sembra essere un multiverso di sfumature infinite. In uno di questi si parla della sua levità e ci è dolce constatarlo nella tela di Deda Artusi, che ne scopre una versione soave e scompigliata. Il caos, per Deda, è un leggero e robustissimo velo che solo lui può svelare conflitti ordinati e pace disordinata, speranze e valori, sogni e incubi. E’ un caos che protegge, un disturbatore radar a protezione delle proprie debolezze. Il lavoro di Deda è una notevole prova di tecnica e di abilità pittorica che trova nel viso di questa donna matrona e protettiva uno zenith artistico e concettuale. Il tratteggio incisivo della una mano dalla forte personalità artistica ci propone un viso dalla limpida e ipnotica espressività. La donn,a colta nel suo allargare la propria veste, scopre il proprio mondo pieno di tanti mondi. La visione di Deda imbastisce un’allegorico dialogo tra visi pregni di tumultuosi pensieri, foreste immersive e un gufo, mediatore tra memoria e desideri. Nella letteratura del caos Deda ha scritto i suoi versi nella sezione “poesia”.

Anima e corpo – Simona Rovesti

“Un negativo prima di un positivo” disse Tyrell a Deckard nella mitica scena del film di Scott. E questo è quello che ha fatto Simona, un negativo prima di un positivo. “Qui c’è stato caos” rende manifesto l’opera di Simona, “ne potete riconoscere le orme”.
L’impatto visivo produce quella paradossale emozione estiva del risucchio di onde marine. E’ quello che non vediamo ma che sentiamo che Simona mette in scena, tanto invisibile quanto accecante. Di nuovo quell’eco…”Qui c’è stato caos”, così come l’odore di terra umida ci svela che qui c’è stato un temporale o una zattera ci suggerisce che qui c’è stata una tempesta. Il battito di farfalle nella foresta, dopo aver scatenato un temporale in città, cambia verso e scatena una pace idilliaca tra mente e fisicità, tra uomo e natura, interiorità e ambiente. Simona è un’abile naturalista, scenografa di biologie emotive che ci invita a vedere la sua pregiata collezione di farfalle, eterne custodi di caos e di pace.di Scrittura Fantastica

Ilmatar legend – Simona Sentieri

L’impressionante trama di storie in forma fisica e cromatica che la tecnica di Simona Sentieri  accompagna tutti i suoi lavori trascina dove non eravamo mai stati prima. I mondi che affastella generano armonia e a quel punto ci si chiede dove sia il caos. E l’occhio è obbligato a compulsarlo agli estremi della frontiera, tra orme di cerchi, tracce di segni, linee di tessuto che tragittano pensieri e suggestioni tra un angolo e l’altro. Esplorati i confini, ci avviciniamo al centro, dove una grande muraglia circolare nasconde un tesoro di viso, che ha la capacità di riggettarci oltre i confini alla ricerca del caos che non troviamo, lì, sulla tela. Perché seguendo le indicazioni dell’opera provoca l’uscita dai territori appena conosciuti per portarci a quelli misteriosi dentro di noi. Ecco trovato il caos.

AA cercasi – Palmiro Incerti

Con A(ndare) A(vanti) Incerti ci proietta il suo caos attraverso il perno di un chiodo. Appuntato tra il parietale e il frontale del cranio, il chiodo ferma tutto e raccorda un insieme personalissimamente anarchico di lettere e segni non codificati, bloccando l’eterno sommovimento delle attività neuronali impressionandole su una stampa metallica in formato panoramico. Palmiro rende il caos visivamente distinguibile grazie alla sua visione ad ampio spettro, dotata di tempi di scatto millesimali. Così funziona il suo occhio-obiettivo, una sintonia tra luce e mani che modellano una forma del caos. Con scaltrezza modellatrice Palmiro esclude tutto ciò che è ordinario e scolpisce l’autoritratto su una lastra dalla fisicità bidimensionale ma dall’anima profondamente tridimensionale. Se guardate la foto qui sopra vedrete sulla sinistra il negativo del caos, sulla destra la stampa: se le sovrapponete, non scoverete più le differenze.